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Venerdì, 31 Luglio 2020 22:05

Rezzadore: “Il parabob azzurro è in crescita ed è pronto a stupire ancora”

La squadra azzurra La squadra azzurra

La squadra cresce, il podio è diventato realtà, la Paralimpiade di Milano Cortina 2026 è il sogno. L’inverno passato è stata una stagione memorabile per la Nazionale azzurra di parabob, arricchita dai primi due storici podi griffati Fabrizio Caselli, capace di conquistare un secondo e un terzo posto giù dal budello di St. Moritz. In crescita anche gli altri due piloti italiani, Pier Alberto Buccoliero e Flavio Menardi, che sognano di emulare il loro compagno di squadra nella prossima stagione.

Insieme a Gianfranco Rezzadore, presidente del Bob Club Cortina e referente federale per il parabob, abbiamo parlato dell’inverno che ci aspetta dopo i risultati ottenuti negli scorsi mesi.

Soddisfatto della scorsa stagione?

«Abbiamo ottenuto risultati ottimi, peccato che la pandemia abbia costretto alla cancellazione dei Mondiali in Norvegia perché avevamo ottime prospettive. Nel complesso, tutti e tre i nostri ragazzi si sono comportati molto bene, sfoderando delle belle gare. Ora vediamo che succederà nella prossima stagione».

Come si riesce a pianificare il lavoro in questo clima d’incertezza?

«È difficile. Abbiamo già prenotato le piste e tutti ci dicono sì, salvo l’insorgere di problematiche dovute all’espandersi del virus. Si parla dell’inizio della Coppa del Mondo a novembre a Lillehammer e prima vorremmo prepararci a Oberhof, in Germania. In aggiunta, vorremmo organizzare anche un corso piloti in due spezzoni di quattro giorni ciascuno a Innsbruck a dicembre. Si parla di tre nuovi piloti, tra cui una di sesso femminile e sarebbe bello poter ampliare la squadra».

Dunque, il reclutamento sta portando frutti?

«Sembra proprio di sì e uno degli obiettivi per il prossimo inverno sarebbe organizzare il primo campionato italiano, verso fine stagione,a Igls. C’è la possibilità che partecipino 6 atleti per cui sarebbe davvero un bel traguardo».

Come vi muovete per le trasferte?

«In Coppa del Mondo, i Comitati organizzatori mettono a disposizione i loro bob, mentre per gli allenamenti e per eventuale Campionato italiano siamo indipendenti perché abbiamo 3 monobob di proprietà e stiamo costruendo il quarto. La Fisip ci supporta con i suoi mezzi per gli spostamenti e siamo felici che ora abbia trovato anche un nuovo sponsor come Penetron: ben venga un aiuto in più perché le nostre trasferte sono molto costose e serve l’appoggio di tutti per trovare grandi risultati».

Qual è il prossimo traguardo del parabob italiano?

«Il sogno, ovviamente, è che la disciplina entri nel programma della Paralimpiade in vista dell’edizione casalinga di Milano Cortina 2026. Siamo sul binario giusto».

La preparazione a secco come procede?

«I ragazzi stanno svolgendo discipline estive per tenersi allenati: Flavio ci dà dentro con l’atletica tra lanci e palestra, mentre Fabrizio e Pier Alberto hanno optato per l’handbike. Non c’è un lavoro specifico per il parabob, se non esercizi per il collo per abituarsi al peso del casco durante le discese. Ecco, l’unico allenamento è andare in pista e fare più discese possibili». 

Quante ne servono per arrivare pronti a una gara, all’incirca?

«Bisognerebbe arrivare alla prima gara di Coppa del Mondo o comunque in autunno con 30 o 40 discese di allenamento. Quest’anno, invece, ne abbiamo fatte soltanto una dozzina a Oberhof, un po’ pochine. Dall’altro lato però possiamo contare su un tecnico molto serio come Loris Ottaviani e, coi nostri bei bob, facciamo una bella figura anche livello internazionale quando ci vedono nei budelli di tutta Europa. Siamo sempre in crescendo: ora ci manca lo scalino più alto del podio, ma ci siamo vicini».

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